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Perso nel blu

La dimensione spirituale del surf

Il rapporto tra il surfista e il mare è unico. Per poterne scrivere, Sergio Bambarén mi è venuto in aiuto con un suo libro dal titolo “il vento dell’Oceano”.

A volte vado a fare surf, da solo
(…)
nella mia solitudine l’oceano è l’unico testimone silenzioso di quel dialogo serrato che si sviluppa tra la mia anima e me.
(…)
E senza chiedere nulla, pensieri meravigliosi si affollano da chissà dove.
(…)
Mi concedo la possibilità di ascoltare la mia voce interiore, calma, quasi sopita, aspettando l’occasione di esprimerla chiara e forte, in armonia con tutta la mia vera essenza.

Sergio Bambarén, Il vento dell’Oceano

Parole meravigliose che accompagnano spesso esperienze indescrivibili.
Ci si può realmente perdere tra i propri pensieri mentre si galleggia nello sconfinato blu nell’attesa di un’onda?
La risposta è sì!

Silenzio e pace, dall’altra parte

Scatto personale realizzato durante una sessione di surf in provincia di Palermo (2018)

È incredibile, ma le onde dall’altra parte sono masse di acqua che piano piano si alzano finché non incontrano la secca e cominciano la loro corsa verso la battigia.
Ho provato l’esperienza sulla mia pelle, sdraiato sulla mia tavola, insieme con gli amici surfisti.
Mi sembrava di vivere in un’altra dimensione, ovunque mi voltassi c’era blu e l’atmosfera si faceva ipnotica.
Provai una sensazione di pace e quiete inspiegabile.
Capii che per un vero surfista non è importante l’abilità tecnica, o la quantità di onde da cavalcare, ma raggiungere questa quiete interiore che solo il mare ti sa regalare.

L’unico problema è non rimanerci imprigionato.
Infatti per un neofita come me fu difficile uscirne, mi “svegliò” il mio coach con queste parole.
“Fabio, sei ancora con noi?”.
Giuro che mi sentii parte di un branco di delfini.

Perso nel Blu – testo e musica: Fabio Guglielmino

La spiaggia è lontana
una vita intera
c’è swell, tramontana
ne voglio ancora

cado e mi rialzo
non m’importa un cazzo
se ho da imparare
sono già felice
finalmente ho voce
posso guarire

dalle mie fissazioni
nuotando coi delfini
Perso nel Blu
Perso nel Blu

Disteso sull’onda
non penso a niente
nessuno mi guarda
mi cerca, mi sente

Mentre ascolto un canto
che sussurra il vento
sembro un po’ più bello
Così apro il cuore
ogni dubbio muore
posso pensare

di realizzare il sogno
ciò di che ho bisogno

Il vento cambia umore
come la sua canzone

Due parole sulla musica

A livello compositivo sono riuscito con un giro armonico in Em (con alterazioni di settima) a disegnare la scena. Ricorda forse qualcosa di John Mayer, ma non nascondo che proprio lui è stato un mio rifermento in fase di scrittura dei brani del “ragazzo di capo gallo”.
L’arrangiamento è fresco a tratti malinconico, comunque cerca di trasmettere l’intimità che si crea tra surfista e mare.

Il videoclip e… oltre

Il videoclip fa parte di una serie web che prende il titolo dall’Ep, assolutamente autoprodotta e curata dal sottoscritto.
Nella puntata “dedicata” a Perso nel Blu, il protagonista, Marco sfida le sue paure e prova a vincerle in mare. Così nella sua testa comincia una vera e propria battaglia con una figura legata ad un antico mito, che rappresenta una società fatta di guerra e competizione.
Il ragazzo di capo gallo è molto di più di un EP, raccoglie infatti racconti brevi (che vorrei pubblicare presto), interviste ai local della mia provincia e la serie web.
Immergermi nel mondo del surf è stato inebriante e anche illuminante, mi ha fatto capire il vero significato della passione verso qualcosa.
Non c’è vento, acqua o freddo che tenga, se ci sono le onde, si surfa!

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