Brücke 10: Diario di viaggio, note di passaggio

In breve

bruecke 10 artwork

Il disco prende il nome da uno dei moli del porto di Amburgo, dove ho cominciato a scrivere gran parte delle canzoni che sono contenute in questo album.

Durante il mio percorso ho raccolto tante riflessioni, un vero e proprio diario che col tempo è diventato un’opera completa, come amo sottolineare: “diario di viaggio, note di passaggio”.
Il filo conduttore di tutto il lavoro è l’emigrazione, un tema molto attuale nell’Italia del sud, e soprattutto in Sicilia. Racconto la mia storia e quella di tanti altri giovani, che vanno via dal proprio paese per cercare condizioni di vita migliori. Un’emigrazione 2.0, che vede come mete principali Germania, Inghilterra, Francia, Spagna, un’Europa che vive proprio grazie a questo flusso di anime che si spostano e ci vivono.

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Più di una dedica...

La Germania e Amburgo, città alla quale il disco è dedicato, mi hanno affascinato nei tre anni di permanenza.
E sono tanti i dettagli che ho inserito dentro ogni canzone del disco. Le serate a Sk. Pauli inizialmente in solitaria, le passeggiate lungo il Landungsbrücken, i concerti, le amicizie con i musicisti locali; la mitica Cantantessa di Amburgo, una signora che nonostante l’età, armata di fisarmonica, calca i palchi dei club della Repeerbahn. E ancora, i viaggi in treno sulle Deutsche Bahn per raggiungere le altre città, Francoforte, dove ho conosciuto tantissimi connazionali, Stoccarda che mi ha regalato il palco del “Sommerfest der Kulturen” quegli anni.

Fabio Live Frankfurt
Notti di Francoforte 2015/2016

Ad Amburgo ho dedicato una ballata: ho descritto la città come un marinaio al quale faccio una promessa che non sono in grado di mantenere. C’è lo stupore, c’è l’amore, c’è il limite che separa la carne dal cuore.

Difficile camminare in estate o in primavera sull’Alster Park on in St. Pauli tra quella che definisco “una selva di cosce depilate”, ragazzi in perfetta forma con o senza canottiere che sfilano bevendo birra sotto un tiepido sole che ne risalta le forme e i colori, rigorosamente chiari, lucidi e biondi, dal sabbia al giallo. Così nasce “Il lupo bianco dagli occhi verdi” e il tormento di “Fino alla fine del Mondo”.

Le sonorità

I suoni del disco sono “raffreddati” dalle tastiere che ricordano gli anni ottanta, per ricreare un’atmosfera nordica insieme alle chitarre acustiche.
L’elettricità è data dal tocco su telecaster, ma mi sono anche avvalso di una collaborazione tedesca, con uno dei musicisti che mi ha seguito in diversi concerti ad Amburgo, quel tocco che esplode in “Fino alla fine del mondo” e caratterizza “Il treno per Berlino” e “St. Pauli d’Estate”.
Il cerchio si chiude con “Oltre le distanze”, che come “Il treno per Berlino” esprime proprio la difficoltà del rapporto a distanza e il desiderio di non tornare indietro, ma di andare sempre avanti, insieme.

Scorrendo la track list, si passa dalla malinconia di “Una parola che non c’è”, all’adattamento “St.Pauli d’Estate”, lo stupore de “L’Uomo dei Gabbiani” e di “Lupo Bianco dagli occhi verdi”, un po’ di sano tormento con “Fino alla fine del mondo”, per comunque alla fine tornare a casa, dal vero amore “Oltre le distanze”.

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una parola che non c'è

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